Franciacorta P.R. Brut Blanc de Blancs Monte Rossa

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay

Giudizio:
9


Non sono certo la sfilza dei riconoscimenti, pardon, degli awards, che si trovano elencati in bella mostra sul sito Internet dell’azienda, oppure il fatto che nella compagine azionaria dell’azienda sia presente, seppure con una quota minoritaria, il “signor Già”, al secolo Oscar Farinetti, proprietario o co-proprietario di una galassia di aziende del vino in Piemonte, Friuli, Franciacorta, a farmi considerare la Monte Rossa di Bornato una delle realtà produttive più rilevanti della scena franciacortina.
E’ piuttosto la storia, che risale al lontano 1972, di questa azienda a far sì che il rispetto e la considerazione scattino immediatamente.
E nel mio particolare caso tanti bei ricordi che mi legano alla famiglia Rabotti, in principal modo ai genitori, la Signora Paola Rovetta ed il marito Paolo Rabotti, che nel lontano 1990 (già vent’anni!) fu il primo presidente del neonato Consorzio per la tutela del Franciacorta (a proposito: andate a scoprirvi il bellissimo nuovo sito Internet da poco on line) ed è stato uno dei personaggi che hanno delineato il percorso di un modo di fare Consorzio che rappresenta a tutt’oggi un esempio.
Certo, gli anni passano, e ai genitori si è affiancato, ormai da parecchio tempo, il figlio Emanuele Rabotti, anche lui piuttosto in gamba, ma sono persuaso che la Monte Rossa e la stessa Franciacorta debbano tuttora davvero molto ai Rabotti senior… Come ad altri personaggi di grande spessore come Riccardo Ricci Curbastro (attuale presidente della FederDoc) e come l’indimenticabile Giovanni Cavalleri
Mezzo milione le bottiglie prodotte, 15 di proprietà più 55 in affitto gli ettari vitati che forniscono le uve indispensabili per la produzione dei sei Franciacorta in gamma, una presenza costante tra i vini premiati nelle varie guide, soprattutto con quella che viene considerata la cuvée “de prestige”, il Brut Cabochon, e uno stile aziendale collaudato che incontra parecchi estimatori.
Alla luce di queste evidenze ho pensato che questo fosse l’anno buono per provare a portare finalmente sulla tavola di Natale (dove in questi anni sono sempre stati presenti i Franciacorta di Cà del Bosco, Cavalleri, Il Mosnel, in passato anche di Uberti) una bottiglia di quest’azienda.
E visto che parenti vari cognati e cognate sono soliti darci simpaticamente dentro, quest’anno le bottiglie sono state due, e per di più in formato magnum.

La “giuria degli esperti” riunita ha dunque largamente approvato la mia decisione ed eccoci dunque, in attesa di parlare prossimamente del P.R. Rosé Brut, che pure ha avuto semaforo verde, soprattutto in abbinamento ad un buon salmone affumicato, nonché sul tortino caldo di patate, cipolle, Branzi e speck che in quel momento ci era arrivato in tavola, a documentare la promozione a pieni voti per un vino speciale.
Parlo di quella cuvée, creata nel 2007 per festeggiare i primi 35 anni di attività di Monte Rossa, e per rendere omaggio ai due grandi P.R. sopra citati, Paola Rovetta e Paolo Rabotti, che corrisponde al nome di Franciacorta P.R. Brut Blanc de Blanc.
Un Franciacorta non millesimato che viene definito dagli stessi autori come il “frutto dell’appassionata ricerca dell’armonia tra l’ampiezza, la struttura, la complessità del vino di riserva (35%) e l’eleganza, la suadenza, la finezza tipiche dello Chardonnay (65%)” proveniente dai migliori cru”.
Un gran bel Franciacorta (prezzo in enoteca per la bottiglia sette decimi intorno ai 20 euro), che le signore in particolare, ma anche i giovani (da mia figlia Valentina ai vari nipoti), e anche il nucleo duro degli uomini, che beveva bollicine pregustando già il Barbaresco Rabajà 2004 del Castello di Verduno che sarebbe venuto dopo, hanno veramente apprezzato, “seccando”, com’è sempre giusto che accada con una bottiglia ben riuscita, il magnum.
Paglierino oro squillante il colore, perlage sottile e continuo, naso, ricco, maturo, compatto, pieno, con aromi di frutta esotica e agrumi, uno spiccato carattere solare e mediterraneo, elegante e succoso con sfumature minerali cioccolato bianco, alloro, lieviti e crema pasticcera a comporre un bouquet di nitida definizione.
Bocca ampia, larga, di grande soddisfazione e vinosità, con pienezza di frutto,  bella suadenza e persistenza lunga, gusto carezzevole morbido e appena nervoso sul palato, con una bella vinosità, materia ricca e carnosa, e finale su una bella vena acida che richiama la frutta secca.
Ed il Rosé P.R.? Suvvia, non siate impazienti, prossimamente il racconto della degustazione qui, su Lemillebolleblog.

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