Piemonte Doc Cuvée Platinum Carlo Gancia Brut Gancia

Denominazione: Altre Bollicine
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero

Giudizio:
7


Domanda: cosa stanno facendo gli storici “spumantisti” metodo classico piemontesi per provare a recuperare il gap, sempre più profondo, che li separa dalle zone, Franciacorta e Trentino in primis, che hanno pensato di puntare esclusivamente su bollicine metodo classico e che si sono accreditate agli occhi dei consumatori come le “piccole Champagne” (permettetemi l’iperbole) italiane?
Alcune di loro, dopo anni di “assenza” nel corso delle quali hanno puntato, come del resto continuano a fare, sui loro Charmat, sull’Asti Docg (e qualcuna, ahimé, anche sul Prosecco, che ha inserito nel proprio portafoglio prodotti…) le troviamo tra le principali animatrici del progetto Alta Langa, denominazione proprio di recente approdata ad un’impegnativa e ambiziosa Docg.
Tra queste la più storica tra le storiche aziende piemontesi, quella Gancia di Canelli, dove, nel lontano 1865, nacque per iniziativa di Carlo Gancia, tornato da un viaggio di studio a Reims dove si era recato per mettere in pratica il suo progetto più ambizioso, il primo “spumante” italiano creato utilizzando il modello produttivo della Champagne. Il primo “méthode champenoise” italiano fermentato in bottiglia.
Intendiamoci, alla Gancia la produzione di metodo classico continua ad essere minoritaria rispetto a quella degli Charmat da uve aromatiche, ma stanno riprendendo gusto e confidenza nel recuperare il senso del lavoro dell’antenato Carlo e hanno dato vita ad una serie di metodo classico, un Brut e un Rosé con 18 mesi di permanenza sui lieviti, e due Alta Langa millesimati, affinati rispettivamente 36 e 60 mesi (oh yes!) che meritano sicuramente l’attenzione dei consumatori e di cui vi prometto di scrivere presto.
Per il momento, sottolineando soprattutto l’eccellente rapporto prezzo qualità di questo prodotto, da 10 a 12 euro sugli scaffale della Grande Distribuzione (prezzo normale, non certi prezzi stracciati che si cominciano e vedere e di cui parleremo nell’imminenza delle festività natalizie e del Fine Anno) voglio parlarvi di un altro metodo classico Gancia che ho trovato simpatico, affidabile, di facilissimo approccio al mio assaggio.
Un metodo classico, prodotto in quantità limitate, dedicato al cavalier Carlo Gancia, come a sancire un legame indissolubile con il territorio, con il clima e con le materie prime più semplici e genuine ne fanno un mondo di autentica integrità naturale.

Piemonte Doc
la denominazione, Pinot nero e Chardonnay del Piemonte provenienti da colline astigiane e cuneesi le uve utilizzate, la cui vinificazione prevede che il mosto, proveniente da una pressatura soffice, in parte viene fatto fermentare in barriques e successivamente travasato e conservato in vasche d’acciaio fino al momento della preparazione della cuvèe e del successivo tiraggio. Affinamento su lieviti naturali di almeno 18 mesi.
Un vino veramente “easy drinking”, ottimo per accompagnare antipasti, primi di pasta, i risotti e carni bianche. E che io ho sperimentato, qualche sera fa, su un minestrone di verdura.
Come l’ho trovato all’assaggio? Di un bel colore paglierino oro intenso e brillante (bello e crepitante il “suono” nel versarlo nel bicchiere), con un perlage abbastanza sottile e continuo con ampia presa di spuma.
Naso molto aperto, fragrante, succoso e ampiamente sul frutto (mela golden soprattutto con una leggera vena di agrumi e di erba limoncina), con sfumature di fiori bianchi, crema pasticcera e pan brioche a costituire un insieme di bella freschezza.
Bocca rotonda, piacevole, con una bella continuità di sensazioni fruttate anche al gusto, moderatamente secco senza però essere dolce, con attacco vivo, continuità, acidità nervosa e finale fresco e “croccante” con buona energia e continuità.
Un Brut che trova nella sapidità, nella freschezza, nell’immediatezza (un vino che mette a proprio agio e si fa bere), anche se non caratterizzato da particolare complessità, il suo punto di forza.
Sboccatura del mio campione: 2008

Lascia un commento

Condividi

Lascia un commento

Connect with Facebook