Alto Adige Pas Dosé 2006 Haderburg

Denominazione: Alto Adige Doc
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay e Pinot nero

Giudizio:
8


C’è anche l’Alto Adige, o Süd Tirol, da tenere in debita considerazione quando si desidera tracciare una mappa completa delle zone di produzione di metodo classico in Italia. La produzione, attestata intorno alle 220-230 mila bottiglie complessive, è quasi confidenziale, e le aziende produttrici – vedere qui l’elenco http://www.vinialtoadige.it/it-6-330.aspx – sono solo otto,  sei delle quali fanno parte della Associazione dei produttori altoatesini di spumante o, per dirla in tedesco, Vereinigung Sudtiroler Sekterzeuger nach dem klassichen Verfahren, creata nel 1990 da nove membri fondatori che si posero come obiettivo l’efficace promozione degli “spumanti” metodo classico e della produzione di qualità.
Si tratta di produzioni che è legittimo definire artigianali, visto che l’azienda più “grande”, la Arunda Vivaldi di Meltina, conta su novantamila bottiglie, che uniscono il pregio di uno spiccato carattere e gout de terroir, dato dalla collocazione in una situazione alto collinare o quasi “di montagna” dei vigneti, ad un savoir faire collaudato nel tempo ad una lunga presenza nel territorio di produzione delle uve.
Anche qui in provincia di Bolzano sono lo Chardonnay ed il Pinot nero le due varietà maggiormente utilizzate, ma a conferire particolarità, ed una certa quale eleganza, alle basi “spumante” e quindi ai vini, è la presenza di una terza varietà, il Pinot bianco, che nel delicato equilibrio della composizione delle cuvée conferisce il sapore fruttato, ma anche il “sale” ed il nerbo ai vini, mentre lo Chardonnay assicura finezza e soavità ed il Pinot Nero la pienezza e la struttura. Dopo la seconda fermentazione in bottiglia i vini riposano sui lieviti per un periodo minimo di 15 mesi, che normalmente si protrae sino a due o tre anni o più per alcune cuvée “de prestige”. In questo modo i vini assumono la loro elegante struttura e un mix accattivante di freschezza e cremosità.
Tra le aziende simbolo del metodo classico altoatesino una delle più importanti è indubbiamente la Haderburg di Salorno, il centro vitivinicolo più meridionale dell’Alto Adige. Una realtà produttiva la cui esperienza con la speciale tipologia delle bollicine metodo classico risale a quasi 35 anni orsono, al 1976, quando furono realizzate le prime bottiglie a base di Chardonnay e Pinot nero (Blauburgunder) con la tecnica della rifermentazione in bottiglia.
Haderburg, unica azienda vinicola altoatesina ad essere specializzata nella spumantizzazione di vini di produzione propria, produce tre differenti metodo classico che rimangono dai 36 ai 48 mesi a contatto con i lieviti. Il Brut, commercializzato con 7 grammi di zuccheri residui, il Pas Dosé con soli 2 grammi, mentre la Riserva Hausmannhof (uve provenienti dall’omonimo maso posto a 400 metri di altitudine, cuore dell’azienda, con cinque ettari e mezzo vitati) si affina ben 9 anni a contatto con i lieviti. In attesa di parlarvi prossimamente del Brut voglio richiamare la vostra attenzione sul Pas Dosé, sintesi di Chardonnay (90%) e Pinot nero (10%), prodotto con una tecnica che prevede che un dieci per cento dei vini compia la prima fermentazione in piccoli fusti di rovere, mentre il resto resta in acciaio.
E poi dopo l´imbottigliamento (la primavera successiva alla vendemmia), una lunga permanenza sui lieviti, 40 mesi, con remuage tradizionale sulle pupitres.
Una bottiglia eccellente il Pas Dosé, colore paglierino verdognolo, naso molto secco, nervoso, incisivo con notevole fragranza, note agrumate in evidenza, di fieno e fiori secchi, accenni minerali, sentori di frutta secca e leggera speziatura. E poi una bocca larga, piena e succosa con una bella maturità del frutto e una spalla solida, un gusto pieno e persistente, con una notevole vinosità e una bella piacevolezza.

7 commenti

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7 commenti

  1. carolina

    novembre 22, 2010 alle 5:41 pm

    adoro questo vino di Alois… 🙂 secco come piace a me!

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  3. Riccardo Meazzini

    novembre 24, 2010 alle 12:36 pm

    Buongiorno , solo per capire meglio ma tra, Pas Dosè , Pas Operè , Brut Nature e Dosage zero non c’e’ alcuna differenza? e se cosi’ e’ perche’ l’utilizzo di tante varianti? Scusate l’ignoranza..

    • Franco Ziliani

      novembre 24, 2010 alle 12:50 pm

      confermo che non v’é alcuna differenza, che si tratta della stessa tipologia di prodotto. Cambia solo la terminologia, di derivazione francese, Pas Dosé, oppure una variazione sul tema fatta, utilizzando ancora il francese, dai produttori italiani

  4. Mario Crosta

    novembre 24, 2010 alle 5:45 pm

    Comunicazione di servizio: caro Franco, dovresti correggere graficamente l’orientamento delle nuvolette che richiamano gli ultimi tre commenti, perche’ per esempio il commento di Meazzini risulta attribuito invece ad Elisabeth (ad Elzbieta, vero?) che queste differenze le conosce perfettamente.

  5. haiying

    giugno 11, 2011 alle 9:23 pm

    L’ho trovato eccezionale. Amo l’Alto Adige!!!

  6. Giovanni Vettore

    settembre 14, 2014 alle 2:53 pm

    Buongiorno Sig. Ziliani, ho avuto modo di apprezzare il Pas Dose’ ed il Riserva Hausmannhof 2004 del quale mi interesserebbe avere un suo parere.

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