Alta Langa Brut Totocorde 2005 Giulio Cocchi

altalanga_totocorde

Denominazione: Alta Langa Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot nero e Chardonnay

Giudizio:
8


E’ difficile non pensare che l’operazione Alta Langa, ovvero la denominazione creata pochi anni fa, nel 2002, per accogliere in una casa comune le bollicine metodo classico piemontesi prodotte in un’ampia fascia collinare, minimo 250 metri di altezza, delle provincie di Alessandria, Asti e Cuneo, sia partita fuori tempo massimo.
E che nonostante le antiche origini della spumantistica metodo classico piemontese, che risalgono al lontano 1865 quando Carlo Gancia creò nell’infernot della sua cantina di Canelli il primo “Spumante Brut” italiano, ed i quarti di nobiltà, i piemontesi molto difficilmente riusciranno a colmare il gap che li separa da altre denominazioni e zone diventate per il consumatore italiano sinonimo di vini prodotti con la tecnica della rifermentazione in bottiglia.
Le intenzioni sarebbero buone, come ha dichiarato il presidente del Consorzio Alta Langa Lamberto Vallarino Gancia, non accontentarsi di essere la boutique delle bollicine piemontesi”, non accontentarsi di produrre circa mezzo milione di bottiglie dall’attuale superficie vitata di 50 ettari, ma passare a “700 mila pezzi con prospettive di raddoppio”, utilizzando le uve Pinot nero e Chardonnay coltivate nelle tre provincie.
Merita attenzione e rispetto la storia di questo percorso – riscoperta delle origini iniziato nel 1990, con l’intenzione di confermare la vocazione delle colline delle Langhe e del Monferrato anche per la produzione di uve Pinot nero e Chardonnay da metodo classico”, le “ricerche ed indagini scientifiche rigorose con il supporto dell’Istituto Sperimentale per la Viticoltura – sezione operativa di Asti” che portarono, nel 1994, alla individuazione a grandi linee della zona di produzione e ai primi 20 ettari di impianti sperimentali.
E poi la sperimentazione proseguita sino al 1996, quindi la costituzione del Consorzio di tutela nel 2001 e la conquista dell’apposita Doc arrivata nell’ottobre 2002.
Però gli anni passano e anche se del Consorzio oltre ai vignaioli, fanno ormai parte sia Case storiche che Maison famigliari, nomi come Gancia, Bera Valter, Cocchi Giulio Spumanti, Fontanafredda, Germano Ettore, Giovanni Bosca Tosti, Martini & Rossi e Vigne Regali, la notorietà e la circolazione degli Alta Langa fuori dall’ambito piemontese è molto relativa. E forse solo le bottiglie della Fontanafredda e della Gancia riescono a farsi notare e apprezzare dagli sparkling aficionados anche di altre regioni.
Questo anche se Lamberto Vallarino Gancia parla di voler “chiudere il cerchio” e ricollegandosi a quanto fece più di un secolo e mezzo orsono il suo avo Carlo Gancia, compiere con l’Alta Langa “il primo passo per far tornare al Piemonte la leadership della produzione di spumanti di qualità superiore”.
Anche perché, dice, “l’Alta Langa deve essere presente nel frigorifero delle case di chi lo produce e di chi vive nel territorio vocato. Bisogna convincere i locali a proporlo, a sceglierlo come le bollicine da aperitivo, da tutto pasto, da celebrazione e da festa”.
Scetticismi a parte sulla possibilità di recuperare gli antichi splendori ed un primato produttivo che al momento appare solo una lontana chimera, nel piccolo mondo dell’Alta Langa non mancano certo ottimi prodotti, alcuni persino eccellenti.
Una sfida qualitativa che oggi, paradossalmente, vede spiccarela più piccola delle case storiche dello spumante piemontese”, come si definisce con orgoglio, una casa che “ha partecipato attivamente al progetto ed al lancio  della nuova DOC Altalanga producendo su tutte le riserve previste dal disciplinare”.
Sto parlando, si sarà capito, della Giulio Cocchi, dalla fine degli anni Settanta proprietà dell’azienda vitinicola Bava di Cocconato d’Asti, ben conosciuta e apprezzata per i suoi Barbera d’Asti e Moscato d’Asti, per validi Barolo e Malvasia di Castelnuovo Don Bosco.
I Bava, Roberto e Giulio in particolare, hanno rivitalizzato la tradizione di questa piccola azienda astigiana e hanno progressivamente messo a fuoco una serie di prodotti che si sono posti ai vertici qualitativi della denominazione.
Il primo prodotto su cui intendo richiamare la vostra attenzione è l’Alta Langa millesimato Toto Corde, 70% Pinot Nero, biotipo “fine di Champagne”  30% Chardonnay, biotipo “precoce di Borgogna”, che Cocchi desidera espressamente “vinoso e centrato sull’espressione del territorio. Per questo motivo la maturità delle uve diventa il fattore determinante ancor più che l’acidità. Il dosaggio degli zuccheri è particolarmente contenuto”.
Da un punto di vista tecnico la creazione della cuvée é “a fine inverno unendo i diversi vini. La prima fermentazione alcolica avviene in  tini di acciaio per quasi tre settimane,  al termine delle quali il vino viene raffreddato per favorire la sedimentazione dei depositi. La presa di spuma avviene nelle bottiglie accatastate e si completa con una lunga maturazione al fresco e al buio per oltre 36 mesi”.
Il risultato, nel millesimo 2005, è un vino dal perlage finissimo, dal naso ricco, intenso petroso, con sfumature di fiori bianchi e di agrumi e sin dal primo impatto in bocca largo, intensamente strutturato, ben secco e diretto, e come lo vuole il produttore intensamente vinoso, con una notevole intensità e succosità del frutto, una lunga persistenza ed un grande equilibrio in tutte le sue componenti.
Espressione dello Chardonnay in purezza è invece il Blanc de Blanc, o meglio come recita la dizione piemontese in etichetta, l’Alta Langa Bianc ‘d Bianc Brut 2005, con uve che arrivano da una sola vigna, posta a 320 metri d’altezza, dal terreno marnoso-calcareo. Le note tecniche dicono che in fase di vinificazione “i torchi vengono caricati con 4.500 kg di uva da cui si ottengono 2450 litri di mosto fiore di Chardonnay. La prima fermentazione alcolica avviene in piccoli tini di acciaio per quasi  tre settimane, al termine delle quali il vino viene raffreddato per favorire il deposito dei fondi.
La formazione della cuvée avviene a fine inverno incorporando il vino dei piccoli tini, tutti rigorosamente della stessa vendemmia. La presa di spuma avviene nelle bottiglie accatastate e si completa con una lunga maturazione al fresco e al buio per 36 mesi”.
Per gli amanti della sapidità e della mineralità, anche nelle bollicine, questo Bianc ‘d Bianc è il vino sicuramente adatto, aromi floreali e di agrumi, di pietra focaia, incisiva freschezza, carattere nervoso, bell’allungo e verticalità, una corposità bilanciata e una lunga persistenza salata.
Celebrazione della struttura succosa del Pinot nero, utilizzato in purezza, uve provenienti da un vigneto posto a 250 metri d’altezza, è l’Alta Langa Cent x Cent Pinot nero Rösa 2005 (sempre alla piemunteis) vino dal basso dosaggio di zucchero, fresco e sapido, caratterizzato da uno stile speziato che si accentua nel tempo. Anche in questo caso la prima fermentazione alcolica si svolge in tini d’acciaio e l’affinamento è di 40 mesi sui lieviti.

Un bel rosè di spiccata personalità, colore buccia di cipolla sangue di piccione, di buona intensità, non particolarmente esuberante nei profumi, lampone, ribes, leggere sfumature selvatiche, ma che si amplia progressivamente in bocca riempiendo il palato con un frutto succoso e ben polputo, un’acidità viva e ben calibrata, una struttura salda, ricca di temperamento, che regala un finale lungo e di buona persistenza.
Infine un millesimato importante, con 50 mesi di permanenza sui lieviti, l’Alta Langa Toto Corde Oro, annata 1999 (dégorgement 2009), sintesi di uve Pinot Nero (80%, biotipo “fine di Champagne”) e un 20% di Chardonnay raccolto a piena maturazione, anzi, ad appassimento. Vinificazione standard, con la prima fermentazione in piccoli volumi in tini di acciaio per quasi tre settimane, presa di spuma nelle bottiglie accatastate completata da una lunga maturazione al fresco e al buio di oltre 4 anni. L’impatto di questo Alta Langa, che il produttore sconsiglia di servire come aperitivo e che propone come “vino”, con le bollicine, da abbinare a piatti impegnativi quali fois-gras, tartufi e formaggi, capesante, è sorprendente e quasi spiazzante, con quel colore oro splendente ed intenso, quasi da Sauternes, che brilla nel bicchiere e rende il perlage, sottile, continuo, quasi magico.
Un naso “estremo”, caldo, mediterraneo, solare, con note di frutta tropicale, di miele d’acacia, frutta secca, zenzero, zafferano e bergamotto, un bouquet di singolare e affascinante complessità, ma poi in bocca, sin dal primo sorso, quale vivacità e freschezza, quale nerbo sapido! Un gusto nervoso, incisivo, grande allungo e dinamismo merito di un’acidità viva e scattante, ma poi una pienezza che conquista, la corposità, la pienezza, la “stoffa”, la continuità di un rosso. Con le bollicine.

1 commento

Condividi

Un commento

  1. Mario Crosta

    novembre 18, 2010 alle 11:13 am

    Mi piace un casino quel rosato Alta Langa Cent x Cent Pinot nero Rösa, perche’ va d’accordo in modo splendido con i grossi spiedi di carne in aperta campagna o in un grande giardino, tipici della cucina mediterranea, ma anche argentina, dal porceddu sardu fino all’agnello alla brace. Certo che e’ sempre stato problematico portare i secchielli del ghiaccio in queste grandi feste popolari all’aperto, ma oggi e’ normale che ogni automobile abbia una presa di corrente per dei piccoli frigoriferi e dunque bisogna approfittarne e cominciare a cambiare abitudini, abbinando le bollicine giuste a quelle gustose pietanze cui erano giocoforza negati. La modernita’ di questo vino mi ha davvero stupito. Complimenti.
    Colgo l’occasione per spezzare una lancia a favore del Malvasia di Castelnuovo Don Bosco che e’ leggero, dissetante, ma quasi sconosciuto. Se andate in gita sulle colline intorno a quel paese e vedete quelle piantine bassissime, quasi rasoterra, come dei mozziconi di vite in inverno, che sono capaci di sparare a metri e metri di distanza i tralci in primavera, fermatevi a pensare che lassu’ si fanno le vendemmie anche in ginocchio, con grande fatica, e allora cercate di premiare questi viticoltori che con grande sacrificio vi conservano questi prodotti per il vostro piacere.

Lascia un commento

Connect with Facebook