Alla scoperta dei Prosecco Colfòndo


Non sono esattamente un grande estimatore (e tantomeno un esperto) del Prosecco.
Pertanto non avrei immaginato che mi sarei sottoposto di buon grado (confesso di non averlo mai fatto, non essendo una tipologia di vino nelle mie corde) ad una degustazione di svariati campioni del vino simbolo della Marca Trevigiana.
Invece, complice il fatto che la sera di lunedì 15 mi troverò a Mogliano Veneto a condurre per A.I.S. Treviso una degustazione di Barbera di diverse denominazioni, la mattina di martedì 16, proprio ora che state leggendo questo post, sarò piacevolmente impegnato nella poco distante Ponte di Piave, nella cantina Lorenzo Gatti, dove è attiva la vignaiola e produttrice, nonché wine blogger, Carolina “Luna” Gatti (leggete qui una bella presentazione del suo modo di intendere il vino), in una degustazione di Prosecco della tipologia definita Colfòndo.
Di che cosa si tratta? E’ presto detto, come spiega questa esauriente spiegazione relativa ai vini di uno dei produttori più rappresentativi, pubblicata sul sito di un selezionatore e distributore: “il prosecco sur lie, é ottenuto da una rifermentazione naturale e spontanea in bottiglia.
Si tratta di un vino che dopo la pigiatura delle uve svolge un’iniziale fermentazione nelle cisterne e rimane a riposo tutto l’inverno. In primavera, con i primi tepori, è imbottigliato e ha così inizio la seconda fermentazione spontanea, che permette di trattenere nel vetro l’anidride carbonica, dando vita a un prosecco brioso.
È un vino di facile beva, secco e leggermente frizzante, in cui spiccano la sapidità e la mineralità conferite dalle caratteristiche dei terreni d’origine.

Il Prosecco sur lie non subisce trattamenti fisico-chimici né durante la vinificazione né prima dell’imbottigliamento (quali filtrazioni strette sterilizzanti) e si mantiene, quindi, vivo e in continua evoluzione nel tempo grazie alla presenza di lieviti naturali in bottiglia (da cui il suo nome, che in francese significa appunto sulle fecce (dei lieviti ormai esauriti)”.
Cosa sono i Prosecco Colfòndo? Come ha scritto Stefano Caffarri su Appunti di gola, qui, sono dei Prosecco che “hanno fatto diventare “tradizionali” i Prosecco Charmat, e hanno reso innovativi, quasi rivoluzionari quelli che si rifanno alla tradizione dei lieviti indigeni. Dovremo aggiornare il nostro vocabolario: chiamare “convenzionali” i Prosecco conosciuti fino ad ora, e “tradizionali” quelli nuovi. Che sono poi quelli vecchi”.
Sono proprio curioso di assaggiare questi “Prosecco con il fondo,  quello rifermentati in bottiglia sui propri lieviti. Una novità che in verità si situa nel solco della tradizione, poichè è questo il Prosecco che i vignaioli da quelle parti hanno sempre prodotto in casa per il proprio consumo”.
Vini che, forse, hanno qualche elemento in comune con il metodo classico: perché la lisi dei lieviti conferisce maggior complessità e finezza al vino.
Mi piaceranno, non mi piaceranno questi vini? Saranno questi i Prosecco che contribuiranno a farmi cambiare il mio punto di vista su queste bollicine dal successo così travolgente? Lo scoprirò solo assaggiando…

9 commenti

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9 commenti

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  2. selezionezanotto

    novembre 16, 2010 alle 9:23 pm

    Franco
    oggi ci hai dato conferma che la diversità nella territorialita va difesa e portata avanti, evidenziando che le poche bollicine non sono un difetto, ma il pregio di un vino da bere, mangiandoci sopra magari una buona sopressa
    grazie Franco per lo spazio che ci hai dedicato

    • redazione

      novembre 17, 2010 alle 11:08 am

      é stato un grande piacere e una vera sorpresa, ieri mattina, fare quella bella esplorazione nel sorprendente mondo del Prosecco Colfòndo! Sono stato molto colpito dai vostri vini e dalla serietà del vostro lavoro e conto di scriverne qui molto presto. Complimenti!

  3. carolina

    novembre 17, 2010 alle 3:23 pm

    yeah!! felice come una pasqua di aver intrapreso questa degustazione-scoperta con tutti voi, e anche che ti sia piaciuto il frutto del nostro lavoro. grazie!

  4. Mario Crosta

    novembre 17, 2010 alle 3:42 pm

    Ne ero certo, anzi certissimo, caro Franco! Sara’ interessante leggerti. Ma dovresti lasciare aperti i commenti, pero’! Su alcuni temi degustativi non c’e’ possibilita’ di intervenire lasciando un commento…

    • redazione

      novembre 17, 2010 alle 4:15 pm

      grazie per la segnalazione Mario: é un piccolo problema tecnico – abbiate pazienza, siamo proprio agli inizi e qualche sbavatura é comprensibile – che verrà risolto a breve. E’ ovvio che i lettori possano lasciare commenti anche ai post inseriti nella sezione degustazioni…

  5. Mario Crosta

    novembre 17, 2010 alle 4:21 pm

    Io volevo glorificare Cocchi (Bava), specie il rosato, percio’ attendo la risoluzione del problemino tecnico.

    • redazione

      novembre 18, 2010 alle 9:25 am

      problema risolto Mario! Ora potete tranquillamente commentare anche i post pubblicati nella sezione “degustazioni”

      • Mario Crosta

        novembre 19, 2010 alle 1:10 pm

        Franco, i commenti delle “degustazioni” pero’ non compaiono nella Home.

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