Franciacorta Brut Cuvée Alma Bellavista: un tribicchierato a 8,90 euro

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Però, che attenzione ad un grande rapporto prezzo-qualità hanno avuto quelli del Gambero rosso e della guida Vini d’Italia decidendo di assegnare un “tre bicchieri” alla cuvée più popolare della Bellavista, quella contraddistinta dalla sgargiante (pare che la scorgano anche i non vedenti) etichetta arancione, la Cuvée Alma.

Ci hanno visto lungo, se si pensa che quel Franciacorta dai colori che sembrano quelli della maglia della nazionale olandese è stato recentemente avvistato – e fotografato – in un supermercato in Franciacorta, zona Rovato, proposto (e siamo ancora lontani dal Natale e dai saldi festivi) nientemeno che a 8 euro e 90….

Non sono i prezzi scandalosi di alcuni Franciacorta purtroppo avvistati nel veronese e nel vicentino (un lettore mi segnalava ieri anche un 2,90…) ma cominciano ad essere prezzi abbastanza bassi. Considerando il lignaggio e l’immagine dell’azienda produttrice…. Mah!
P.S.
Sarebbe interessante sapere dall’azienda quale sia il prezzo giusto, visto che questo pomeriggio, lo stesso vino venduto a Rovato a 8,90, l’ho trovato esposto all’Esselunga a Bergamo a 24,89, come documenta la mia foto…

BellavistaEsselunga

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Festival Franciacorta in cantina 2014

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Come tutti sanno bene, anche in Trentino, Oltrepò Pavese e chissà, forse persino in Champagne.., torna, sabato 20 e domenica 21 settembre, il Festival Franciacorta in cantina, che con la formula adottata negli ultimi anni, consente agli appassionati delle “bollicine” bresciane di poter visitare una ricca serie di cantine e di prendere parte ad iniziative, legate ovviamente al wine & food, ma anche alla cultura e al paesaggio, organizzate dalle singole aziende, una sessantina in totale.

La prenotazione delle visite è obbligatoria contattando direttamente le cantine. Le cantine saranno aperte, salvo diverse indicazioni, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 19.00.

Come si legge nel comunicato stampa, “Sono previsti pacchetti week end, tour in bus alla scoperta della Franciacorta e dei suoi vini, passeggiate guidate a piedi e in bicicletta fra le vigne accompagnati dagli agronomi, e percorsi guidati tra i borghi antichi caratteristici del territorio. I tour e i percorsi prevedono tappe nelle cantine per degustare le diverse tipologie di Franciacorta, scoprirne i segreti della lavorazione, conoscerne i protagonisti. Gli appassionati di vino potranno partecipare a verticali e degustazioni a tema, i foodies potranno assaggiare piatti e prodotti tipici, streetfood e creazioni di chef locali, i più piccoli e i loro genitori potranno divertirsi con iniziative ludiche e pic-nic nella natura”.

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Siccome esiste un sito Internet ben fatto ed esaustivo che propone tutto il programma, azienda per azienda, vi rimando – leggete qui – direttamente a quello. Qui la brochure con tutti gli eventi in programma in formato PDF, mentre per gli eventi in cantina leggete qui, per gli eventi di carattere culturale (mostre, concerti, ecc.), leggete qui, per le iniziative legate a natura e paesaggio, ecco il link.

Per la cronaca, quest’anno non si svolgerà la controversa e discussa iniziativa para-secessionista Cantine in villa, che lo scorso anno ebbe teatro Villa Lechi a Erbusco, e svariate aziende che lo scorso anno parteciparono al “contro-festival” quest’anno hanno invece deciso di partecipare alla manifestazione organizzata dal Consorzio.

Per informazioni www.festivalfranciacorta.itinfo@festivalfranciacorta.it

In quale cantine, si chiederà forse qualcuno, andrà il sottoscritto? Anche se avrei voglia di partecipare a diverse iniziative, dirò in nessuna, o meglio in una sola, ma venerdì sera per un’iniziativa legata alla presentazione dell’etichetta vincente un concorso di grafica, che vestirà una prestigiosa Cuvée.

E poi domenica, non per fare il bastian contrario, ma perché mi è stato organizzato così, salirò nientemeno che in Trentino, per essere fresco e pronto, la mattina di lunedì 22 (vigilia del mio compleanno) per una vasta degustazione, ovviamente alla cieca, di Trento Doc.

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Primo semestre positivo : Champagne ancora in crescita

VignobleChampagne

Buone notizie, tramite la FEVS, Fédération des Exportateurs de Vins & Spiritueux de France, sull’andamento delle esportazioni di Champagne nel primo trimestre 2014. Si conferma e si rafforza il trend positivo già evidenziatosi nel primo trimestre, dei “vins effervescents” e segnatamente dello Champagne, che fa segnare un incremento del sei per cento in volume e dell’otto per cento in valore.
Vanno male invece i vini fermi francesi, in calo del 12%, calo dovuto in gran parte al decremento delle vendite dei vins de Bordeaux (-28%) soprattutto sul mercato cinese.
Questo nel primo semestre: vogliamo scommettere che nel secondo semestre il caro vecchio Champagne saprà fare ancora meglio, nonostante un mercato interno ancora in calo? Come diceva mio padre: i morti si portano via quando son freddi. Ovvero, prima di dare per morto lo Champagne, calma e gesso…

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Anteprima Aspettando il Festival venerdì 19 alla Dispensa Pani e Vini

AspettandoFestival2014

Sabato 20 e domenica 21 ci sarà l’edizione 2014 del Festival Franciacorta in cantinaqui il sito Internet dedicato con tanto di programma dettagliato – ma, proprio come l’anno scorso, in uno dei ristoranti più emblematici della zona vinicola bresciana, la Dispensa pani e vini di Torbiato di Adro, dove opera il grande Vittorio Fusari, venerdì 19 ci si porterà avanti con l’Anteprima Aspettando il Festival, in programma dalle 19 alle 24. Sottotitolo, gli amici, i cibi e i Franciacorta del cuore di Vittorio Fusari.

“Trenta cantine scelte dallo chef, per la loro rappresentatività, il meglio della ristorazione del territorio franciacortino, interprete delle eccellenze agroalimentari italiane e locali, laboratori del gusto e negozi aperti tutta la notte”, questo il programma. La proposta è davvero “per tutte le tasche”: due mescite di vino e un piatto a scelta (tre degustazioni) a 15 euro; 4 mescite di vino e tre piatti a scelta (sette degustazioni) a 25 euro; 8 mescite di vino e 7 piatti a scelta (15 degustazioni, roba da golosi impenitenti) a 50 euro.

E per i più piccoli, fino a 7 anni, menu piccoli gourmet, menu ad hoc e acqua a volontà, gratuito e dagli 8 ai 14 anni, menu futuri gourmet, ovvero menu ad hoc e acqua a volontà, a 15 euro. Musica dal vivo, spazio giochi riservato ai bambini e tanta allegria (e magari qualcuno che ti accompagni a casa, evitando di guidare, dopo la festa).

Io vi ho avvisato per tempo: impossibile mancare!

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Franciacorta Extra Brut Extra Blu 2008 e Franciacorta Pas Dosé 2007 Diamant Villa

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
4.5

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero
Fascia di prezzo: da 25 € a 35 €

Giudizio:
4.5


ExtraBluVilla

Com’è, come non è, mi accorgo che è trascorso parecchio tempo dall’ultima volta che ho scritto su questo blog di una delle aziende storiche della Franciacorta, proprietà della famiglia di Alessandro Bianchi dal lontano 1960, e produttrice di “bollicine”, versione Brut, dal 1978.

Sto parlando dell’azienda Villa di Monticelli Brusati, che troviamo nella zona est della denominazione, in quel borgo del comune di Monticelli Brusati denominato proprio Villa, che risale al XVI secolo e vanta tradizioni agricole e vitivinicole secolari.

Anche se ne ho scritto, lo scorso novembre (parlando del Rosé) sul Cucchiaio d’argento, su Lemillebolleblog l’ultimo post riguardante Villa non è nemmeno mio, ma opera dell’ottima Wilma Zanaglio.

Eppure Villa è un’azienda che conosco e apprezzo da tanti anni, e non solo per la produzione di metodo classico, ma per i vini fermi tra cui spicca un rosso, allora Franciacorta Rosso, oggi Curtefranca rosso, il Gradoni, di cui scrissi nel lontano 2000. E il cui vigneto, interamente terrazzato, che l’indimenticabile Francesco Arrigoni nel suo pionieristico libro sulla Franciacorta del 1997 definiva “una perla, un vigneto difficile e costoso da lavorare, che dà però risultati eccellenti nelle buone annate”.

Nel corso degli anni l’azienda si è sviluppata sfiorando i 40 ettari vitati dislocati nei territori di Gussago, Provaglio d’Iseo Monticelli Brusati, e posti su terreni dove dominano rocce sedimentarie alternate a strati di argilla e di marne selcifere ricche di fossili di origine marina, e ad Alessandro Bianchi si sono affiancati nella conduzione la figlia Roberta Bianchi ed il genero Paolo Pizziol (nativo di Jesolo) ed i Franciacorta sono diventati il cuore della produzione (l’85% dell’intera superficie vitata é destinata alla coltivazione di Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot nero basi dei diversi Franciacorta) e formano un ricco assortimento composto da nove vini: Emozione Brut, Brut Satèn, Brut Selezione, Cuvette Brut, Diamant Pas Dosé, Extra Blu, Extra Brut Rna, Rosé, Rosé Démi Sec.

Oggi, per farmi perdonare di aver trascurato l’azienda per tanto tempo voglio proporvi non uno ma due Franciacorta di Villa, ad iniziare dall’Extra Brut Extra Blu annata 2008, una cuvée composta da Chardonnay 90% e Pinot Nero 10% da vigneti di proprietà condotti a cordone speronato siti in Monticelli Brusati con esposizione a Sud- Sud Est. Vigneti dove viene praticato inerbimento controllato totale, concimazione organica naturale e lotta biologica ai parassiti.

Raccolte con un leggero anticipo, per avere il giusto equilibrio tra acidità e gradazione alcolica, l’Extra Brut Blu (colore dell’etichetta) subisce un processo di vinificazione che prevede pigiatura soffice dell’uva intera con presse pneumatiche, sedimentazione naturale a freddo, prima fermentazione alcolica in serbatoi in acciaio inox con costante controllo della temperatura a 18 gradi e parziale affinamento in barrique prima del tiraggio che avviene nella primavera successiva all’anno della vendemmia. L’affinamento sui lieviti si protrae per 48 mesi.

Degustato un paio di mesi fa il vino mi è piaciuto molto con il suo colore paglierino oro molto intenso, il perlage abbastanza sottile, il naso quasi misterioso ma fresco e fragrante, con note di frutta bianca matura, miele d’acacia, agrumi e fiori bianchi. E soprattutto con una bocca ampia, viva, fresca, ancora pimpante e ricca di energia, dotata di una bella verticalità, sapidità e mineralità, con acidità ben calibrata e gusto lungo, pieno, saporito e persistente.

DiamantPasDoséVilla

Altrettanto buono il Franciacorta Pas Dosé 2007 Diamant che in azienda definiscono come “una sfida del millesimare la purezza. Il nerbo del Pinot nero unito alla classe dello Chardonnay”, presente con una quota dell’85% contro un 15% dell’uva rossa. Le uve provengono solo dai migliori cru dell’azienda i cui terreni vantano stratificazioni di marne e argille risalenti all’epoca giurassica.

La vinificazione è analoga a quella dell’Extra Brut, con pigiatura soffice dell’uva intera con presse pneumatiche, sedimentazione naturale a freddo, prima fermentazione alcolica in acciaio inox e affinamento parziale in barrique prima del tiraggio. La permanenza sui lieviti si protrae per 42 mesi.

Colore paglierino leggermente ramato, perlage fine e continuo, un bouquet che richiama mele renette pompelmo e ananas, molto incisivo e fragrante e bocca ampia, appuntita, di grande nerbo e freschezza, un gusto molto pulito, vivace sapido e minerale, con una persistenza molto piacevole e un finale decisamente salato e di grande energia.

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Something white: un’iniziativa di FAN FranciacortAppassioNati domenica 14 a Iseo

FANny aperitif locandina

Bella iniziativa dell’ormai nota associazione dei giovani produttori franciacortini, i FAN FranciacortAppassioNati, in programma domenica 14 settembre in quella località che in molti dimenticano far parte della zona di produzione, oltre ad essere un bellissimo posto, Iseo.

Ritorna il format già collaudato Born to Be FAN con una bella novità per i giovani: sette locali, tre percorsi con colori diversi per le strade del centro di Iseo e ancora buffet e musica live, il tutto all’insegna del Franciacorta! Il programma inizia “in centro ad Iseo, in Piazza Garibaldi, dove dalle 17.30 sarà possibile acquistare le tessere da 15 euro che daranno diritto ad un calice per ciascuna delle quattro zone.

I percorsi della prima parte di degustazione sono tre (zona verde, gialla e blu) ed includono sei locali del centro di Iseo: zona Verde con Punto Zero e Bull Cafè, Zona Gialla con BarLume e Garibaldi e Zona Blu con Sucré e Opera. Dalle 21 invece si apre la Zona White presso Cascina Doss, a pochi passi dal centro del paese, dove si avrà diritto all’ultimo calice di degustazione insieme ad un buffet con piatto caldo e musica live”. Punto Zero, Bull, Lume, Garibaldi, Sucré, Opera e Cascina Doss sono locali serali con una clientela giovane e dinamica, dove la tendenza ricade in prevalenza sul consumo del cocktail.

Tuttavia ciò che accumuna i giovani titolari di questi bar è la volontà di spingere il consumo di un prodotto come il Franciacorta che tutti e sette ben conoscono ed apprezzano. La scelta di riservare il loro locale per una domenica sera alla promozione del Franciacorta nasce da questa loro passione che li lega quindi all’associazione dei giovani produttori franciacortini, i FAN FranciacortAppassioNati appunto. “Something white” è il tema della serata, quindi non dimenticare di indossare un accessorio bianco… perché il Franciacorta non macchia!”.

Il gruppo di FranciacortAppassioNati ringrazia in particolare Arber di Cascina Doss “che con una sana vena di pazzia (che del resto connota anche tutto il resto del gruppo dei FAN!) aiuta i ragazzi dell’associazione fin dall’inizio ed in questo evento ha messo idee, tempo e voglia di comunicare un prodotto che i giovani del territorio devono avere l’orgoglio e l’onore di capire e bere, viva il Franciacorta!”.

Per informazioni:
e-mail fan.franciacorta@gmail.com oppure Arber 347-8060219, Anita 335-5638610
O ancora sulla pagina Facebook dei FAN FranciacortAppassionati
https://www.facebook.com/#!/FanFranciacortAppassioNati

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Crémant d’Alsace: export in crescita. Anche in Polonia

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Nel suo piccolo, non si tratta certo degli Stati Uniti, della Germania o della Russia, la Polonia si sta ritagliando un piccolo spazio tra i mercati più dinamici nel particolare settore delle “bollicine”. Me n’ero già accordo non tanto dalle statistiche delle expéditions de Champagne del 2013, che fanno registrare per il Paese polacco numeri ancora piuttosto piccoli, ovvero 265.784, contro le 230 mila circa del 2012, ma da quelle, sempre relative al 2013, del Cavaleggete qui.

Nel 2013 le spedizioni di Cava in Polonia sono cresciute del 44% e con 756 mila bottiglie la patria di Chopin ha raggiunto la 18esima posizione nella classifica dei Paesi importatori, ed il decimo posto nell’ambito degli importatori europei.

AOCCremantAlsace

Ora altre notizie interessanti, relative alle bollicine, giungono, come ho letto sul sito Internet specializzato francese Vitisphère, dal mondo del Crémant d’Alsace. Nel 2013 le spedizioni di Crémant d’Alsace in Polonia sono aumentate del 2168%, rendendolo il decimo mercato assoluto per l’export (un uno per cento dei volumi totali speciali, ovvero 95.000 casse). E come ha dichiarato Olivier Sohler, direttore del Syndicat des Producteurs de Crémant d’Alsace (e della Fédération Nationale des Producteurs et Elaborateurs de Crémant), ”la Polonia é un Paese il cui mercato ha conosciuto uno sviluppo spettacolare”.

Detto degli exploit polacchi, va ricordato che nel corso del 2013 le spedizioni di Crémants d’Alsace hanno raggiunto quota 7,02 milioni di casse, con un incremento del dieci per cento rispetto al 2012. E in questi giorni, il 3 settembre, l’Assemblée Générale de l’Association des Viticulteurs d’Alsace (AVA), ha deliberato l’avvio della vendemmia, consentendo un passaggio della resa da 80 a 82 ettolitri ettaro. Una scelta indispensabile per consentire alle aziende produttrici di poter rispondere ad una domanda in aumento.

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Franciacorta Pas Dosè DOCG Riserva 33 2007 Ferghettina

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay
Fascia di prezzo: da 25 € a 35 €

Giudizio:
4.5


Ferghettinariserva33

E’ automatico, una volta all’anno non posso esimermi dallo scrivere di uno dei Franciacorta di questa azienda. L’ho fatto due volte, scrivendo di uno dei loro pezzi forti, l’Extra Brut, di cui ho parlato dell’edizione 2006 e poi di quella 2007, e poi ancora del Brut Rosé, millesimato 2007, e oggi “mi tocca” parlare di un vino che mi ha davvero ben impressionato nel corso di un’ampia degustazione di metodo classico della zona bresciana che ho fatto a fine giugno.

Parlo regolarmente di questa azienda, la Ferghettina della famiglia Gatti, pur non essendo un habitué, e non avendo messo ancora piede nella loro ampia cantina di Adro. Lo faccio semplicemente perché assaggiando alla cieca molti Franciacorta mi capita puntualmente di essere colpito da uno o più dei loro e di sentire quindi il dovere, per correttezza nei confronti del lettore, cui mi piace segnalare vini che reputo buoni o molto buoni, di scriverne.

Il vino oggetto oggi delle mie attenzioni rientra in un’altra delle tipologie che prediligo, il Pas Dosé, e si tratta di un millesimato 2007 denominato Riserva 33, uno Chardonnay in purezza, da vigneti di 25 anni posti su terreno calcareo argilloso, con utilizzo solo di mosto fiore e vinificazione separata delle uve di ogni vigna. Divisione che viene mantenuta fino alla primavera successiva alla vendemmia quando, dopo numerosi assaggi, il vino dei diversi vigneti viene assemblato in una cuveè e imbottigliato per la presa di spuma.

Un Pas Dosé che compie sino a 80 mesi di affinamento sui lieviti e che pure all’assaggio mi ha colpito per la sua freschezza, per la gioventù, per l’ottimo bilanciamento e l’armonia che ha dimostrato.

Colore paglierino timido, molto delicato con leggere sfumature verdoline, si fa notare subito per un naso molto sapido e minerale, con una bella pulizia e freschezza, con note di cedro e mandarino, fiori d’arancio, biancospino, un leggero tocco di ananas e mela a comporre un insieme molto vivo ed elegante.

Bocca ampia, ma con una rotondità, una morbidezza, una polpa fruttata succosa che ci si sarebbe aspettati e che prevalgono sugli aspetti sapidi minerali e sul nerbo acido, che pure è presente e dà slancio.

Un vino di salda struttura ancora in ottima forma e con notevole persistenza. Franciacorta che richiama abbinamenti a piatti di pesce, a preparazioni le più impegnative per consistenza della carne e per esecuzione.

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The Independent Prosecco, ovvero il Prosecco secondo Lapo (Elkann)

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Era ora, se ne sentiva proprio il bisogno! Era indispensabile e vitale che finalmente qualcuno pensasse a provare a sprovincializzare un prodotto locale come il Prosecco conosciuto solo nella Marca Trevigiana e dintorni e di cui non si vende una sola bottiglia al di fuori delle zone di produzione, tanto meno all’estero!

Ci voleva assolutamente, non ci aveva ancora pensato nessuno…, “un nuovo progetto” che avesse “l’obiettivo ambizioso di affermarsi sui principali mercati internazionali, facendo leva sui valori più profondi della lunga tradizione italiana nel beverage”. Un prodotto che coniugasse – non fateci caso, sono formule di prammatica che vanno sempre bene nella comunicazione e nel marketing… – “tradizione e innovazione. Forma e contenuto”.

Dirò di più, come è stato brillantemente e soprattutto in modo nuovo e originale scritto nella comunicazione di questa “joint venture – evento”, che fosse espressione, ma guarda te la novità, dello “stile made in Italy”, di innovazione: “la tradizione vinicola e il know how produttivo si uniscono alla ricerca in campo tecnologico, fondendo storia e futuro”. E conferendo al vino un carattere unico, nuovo, impensato, dove, fate attenzione, “l’effervescenza conferisce al Prosecco un tocco inaspettato, inconfondibile. Vivacità delle bollicine e note di gusto si uniscono per creare un vino dalla forte personalità”.

IndependentLapo

Ad avere questa brillante idea di dare vita ad una comunicazione “inedita” per un vino che avrà il suo vernissage a metà settembre a Milano, durante la settimana della moda, sono stati un produttore proprietario di 300 ettari vitati, Fantinel di Tauriano Pordenone, e quel personaggio straordinario genio e sregolatezza, che se non esistesse bisognerebbe inventarlo, che corrisponde al nome di Lapo Elkann, manager e imprenditore italiano e nipote del mitico avvocato Gianni Agnelli.

Insieme hanno creato The Independent Prosecco, ovvero “le migliori uve glera di casa Fantinel vestite dal brand di creatività e stile” rappresentata da Lapo e dalla sua società Italia Independent lanciata nel 2007, “un brand di creatività e stile per persone indipendenti che coniuga fashion e design, tradizione e innovazione”, che sinora si è fatta notare per la creazione di stravaganti occhiali.

Ovvero, per utilizzare il linguaggio immaginifico che la caratterizza, una società che “attualizza il Made in Italy e reinterpreta le icone classiche, operando nell’eyewear e realizzando prodotti lifestyle, appartenenti ai settori più diversi, per esportare lo stile italiano in un mondo globale”.

IndependentProsecco2Ovviamente The Independent Prosecco sarà un “Millesimato e single-vineyard”, frutto “della selezione delle migliori uve provenienti dalla Tenuta Fantinel a Tauriano di Spilimbergo, nel cuore delle Grave del Friuli in una zona naturalmente vocata alla produzione di spumanti di eccezionale qualità e dal lungo affinamento”.

E per conquistare finalmente il mondo alla causa del Prosecco, Independent Prosecco, “il lato più spumeggiante di un classico”, sarà “un Prosecco Limited Edition, che si presenta con un inconfondibile look Italia Independent, caratterizzato dalla fantasia pied de poule della sua etichetta, di colore nero profondo, sulla quale campeggia il logo di Italia Independent”.

Un prodotto, ci rassicurano, “destinato a mettere d’accordo i palati più raffinati e i gusti più sofisticati”, che sarà distribuito in tutto il mondo a partire dal 19 settembre, e verrà venduto on-line alla cifra ragguardevole di 12 euro (prezzo in prenotazione) tramite il sito internet The Independent Prosecco in collaborazione con un’enoteca on line. Si tratterà di un millesimo 2012, scelta che, assicurano in Fantinel, “deriva da una filosofia produttiva ben precisa, volta a proporre uno spumante maturo, di ottimo corpo e dalla notevole complessità aromatica”.

IndepedentProsecco1Abbiamo scherzato ovviamente, e per quanto dall’azienda e dal fantasioso rampollo di casa Agnelli siano partiti comunicati in stile roboante, caratterizzati da un linguaggio ricco di iperboli – “The Independent Prosecco intende unire i valori intrinseci di Italia Independent, quali tradizione, innovazione, stile Made in Italy e vocazione alla globalità all’alto sapere vitivinicolo di Fantinel. Questo progetto dimostra come I-I sia un brand di lifestyle a 360 gradi” così commenta Lapo Elkann, co-fondatore e Presidente di Italia Independent”, questo novello Prosecco che s’annuncia non rappresenta assolutamente nulla di nuovo.

Sarà un ennesimo Prosecco, commercializzato a due anni dalla vendemmia, con un nome e un’etichetta griffati e un prezzo superiore a quello di tanti Prosecco Conegliano Valdobbiadene Superiore Docg, “un prodotto destinato a mettere d’accordo i palati più raffinati e i gusti più sofisticati”, ci viene assicurato.

Va bene che, come dice il motto di Italia Independent e di Lapo, “essere indipendenti è scrivere ogni giorno la propria storia”, ma sarebbe bene, per essere credibili, restare con i piedi per terra, si tratta sempre e solo di un Prosecco, mica di una cuvée de prestige di Champagne, e non spacciare per nuove storie già scritte e riscritte, che di inedito non hanno proprio assolutamente nulla.
Anche se si vestono di parole trendy come look, globalità, brand, creatività, limited edition e know how produttivo. Nulla di nuovo sotto il sole, déjà vu…

onlyProsecco

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Prosecco Superiore: c’è anche l’Asolo…

LogoConsorzioProseccoAsolo
Un post, doveroso, per ricordarne in pillole l’esistenza e la realtà

Devo fare ammenda, perché spesso, scrivendo di Prosecco, mi limito a parlare di Prosecco Doc, prodotto nel Veneto e in Friuli Venezia Giulia, e del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, dimenticando che anche se i numeri sono molto più piccoli rispetto ai primi due, l’imbottigliato ammonta a 1.187.465 bottiglie, l’Asolo Prosecco, Docg, ha una sua dignità e merita di essere ricordato.

Cosa che faccio ora, dietro una cortese e garbata sollecitazione del Presidente del Consorzio, Armando Serena (un cognome che per me interista è musica e mi fa ricordare tempi belli) fornendo un po’ di dati interessanti, ad esempio l’andamento degli imbottigliamenti dall’1-1 al 30-8-2014, che passano da 799.226 bottiglie del 2013 a 1.013.936 bottiglie.

Serena mi dice che “leggendo i dati degli ettari piantati nel Asolo-Montello a Glera e già ora rivendicabili come Asolo Prosecco DOCG, si può riscontrare che la produzione potenziale è di oltre 15 milioni di bottiglie l’anno. Purtroppo la resa massima del vecchio disciplinare dell’Asolo DOCG a 120 q.li/ettaro ha sempre rallentato il nostro sviluppo perché i viticoltori preferivano rivendicare la Glera come Prosecco DOC a 180 q.li/ettaro ricavandone un PLV sensibilmente maggiore”.
MappaProsecco-conAsolo

Difatti i numeri dicono che l’Asolo Prosecco Superiore conta su 1060 ettari, con una produzione potenziale di 2.671.555 bottiglie, ma le produzioni potenziali del territorio ammontano a 136.572 ettolitri, ovvero 18 milioni di bottiglie di cui 15.500.000 Asolo Prosecco Superiore Docg. Attualmente la commercializzazione riguarda l’export per il 55%.

L’area di produzione della DOC Montello e Colli Asolani e della DOCG «Colli Asolani – Prosecco» o «Asolo – Prosecco» si sviluppa a nord ovest della città di Treviso, nella prima fascia collinare pedemontana. E’ un territorio che si estende da est ad ovest e con precisione dall’abitato di Nervesa della Battaglia all’abitato di San Zenone degli Ezzelini e comprende l’intero abitato dei paesi di Castelcucco, Cornuda, Monfumo e parte del territorio di 14 comuni tra cui Asolo, Montebelluna, Crocetta del Montello, Nervesa della Battaglia, Volpago del Montello.

Anche se piccolo l’Asolo Prosecco Docg si sta facendo notare e già da metà 2014 più di qualche ditta di dimensioni notevoli ha manifestato l’interesse ad inserirlo come diversificazione dell’offerta del Prosecco nelle proprie linee commerciali. Attualmente il disciplinare di produzione prevede come base ampelografica Glera per un minimo dell’85% poi Bianchetta Trevigiana, Perera, Glera lunga.

MappaProseccoAsolo

Recentemente sono state apportate delle modifiche al disciplinare, con il passaggio dal nome Colli Asolani a Asolo Prosecco superiore per lo spumante, l’allargamento della produzione di Prosecco anche a Borso del Grappa e Crespano del Grappa, già compresi nelle aree del Montello rosso Docg e della Doc Montello Colli Asolani, la significativa estensione da 300 a 400 metri di altezza della zona di produzione Asolo Superiore, un aumento della resa per ettaro, non scandaloso, da 120 a 135 quintali, con gradazione minima di 9 gradi per i vini base per produzione di spumanti e frizzanti.

Inoltre è stata decisa l’esclusione del nome del vitigno Glera per i superi e per i vini non qualificabili come Docg, nonché per le quote di rese di cantina superiori a 70% e fino a 75% e non classificabili come Docg Asolo Prosecco e l’introduzione della riserva vendemmiale da usare nelle annate di particolare pregio. Quindi si potrà vinificare Asolo Prosecco anche nell’intero territorio della Docg Conegliano Valdobbiadene, con estensione delle tipologie di spumanti consentite da Extra Brut a Demisec e dei frizzanti da secco a amabile. Infine l’adozione della chiusura con tappo corona per Prosecco Docg frizzante con fermentazione naturale in bottiglia e del tappo a vite Stelvin per tutte le tipologie.
PiramideProsecco-conAsolo

Come mi dice Serena, “gli spazi quindi ci sono e sono importanti; il Consorzio dovrà riuscire a gestire l’auspicata crescita programmandola anno dopo anno in collaborazione con gli imbottigliatori: già ora questo è uno dei nostri obiettivi focali”. E pertanto “per effetto della modifica del nostro disciplinare, nel corso del 2105 prevediamo di raddoppiare (se non triplicare) il volume d’imbottigliamento dell’Asolo Prosecco DOCG”.

Non posso che augurare a questo piccolo tra i Prosecchi buona fortuna e di cavarsela nell’abbraccio tra i due altri potenti, per massa produttiva, Prosecco, Doc e Docg. Va bene che il Prosecco tira, in tutto il mondo, ma io ci andrei con cautela prima di portare la produzione a 4-5 milioni di pezzi….

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