Consigli per gli acquisti? Pardon, sul Trento Doc Cuvée Zero 10 libera informazione!

Questa la linea editoriale sul vino di quello che fu il Corrierone…

So già che scrivendo questo post deluderò un amico, io ormai lo considero tale, visto come mi si è rivolto lunedì a Modena, ed i consigli che si è sentito liberamente di darmi, che mi ha invitato a non sprecare il mio “talento” (bontà sua nel riconoscermelo) a non perdere tempo ed energie in continue polemiche che tanto lasciano il loro tempo, che mi fanno sentire in pace con il mio animus da Don Chisciotte, ma non mi fanno vincere, pugnando da solo, battaglie e guerre.

Un invito a dedicarmi soprattutto a raccontare i vini, “visto che sai degustare e scrivere”, e a lasciar perdere assalti alla baionetta, barricate e bombe (verbali) a mano.

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Amour de Deutz protagonista di un’asta benefica a Brescia

E Fabrice Rosset prepara un Hommage à William Deutz 2010 speciale   

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

“Un esclusivo cofanetto di Amour de Deutz millesimato della rara collezione Mathusalem 2000 è stato messo all’Asta (per la cifra di 4.500 euro) alla terza edizione di Time to Love, una tra le Charity Dinner più trendy dell’anno, organizzata al PalaBrescia da Giacomo Maiolini, fondatore dell’etichetta discografica Time Records.

Amour de Deutz Mathusalem Brut Millesimé 2000 è la preziosa bottiglia voluta da Fabrice Rosset, Chairman e CEO della Maison francese Deutz (ritratto nella foto di apertura) e distribuita in esclusiva per l’Italia da D&C. Le bottiglie di questa serie, come tutti i millesimati della collezione Amour de Deutz Mathusalem, sono state prodotte in edizione limitata: solo 365 esemplari numerati, uno per ogni giorno dell’anno (sono 366 quelli di annate bisestili).

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Champagne Experience domenica 8 e lunedì 9 ottobre a Modena


100 Maison de Champagne per un banco d’assaggio da urlo

So già che qualcuno mi tirerà un accidente, accingendomi a pubblicizzare, solo oggi, alla vigilia del suo svolgimento, un evento per partecipare al quale il dado è tratto et les jeux sont faits, considerato che, vedete qui, la prevendita dei biglietti è esaurita, e non c’è nemmeno disponibilità per partecipare alle degustazioni, che anche in questo caso, invece che in francese, trattandosi di Champagne, si ostinano provincialmente a definire, in inglese, masterclass.

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Viva Franco Ziliani, l’inventore della Franciacorta!

Una bella intervista di Luciano Ferraro sul Corriere della Sera

Chapeau! Incredibile ma vero, Luciano Ferraro del Corriere della Sera, quello che accorre come Atlas Ufo Robot, più veloce della luce se si tratta di difendere l’amatissimo (anche dai responsabili della pubblicità RCS) Prosecco, una volta tanto é riuscito nell’impresa di scrivere un articolo intelligente! Domani nevica…

E lo ha fatto intervistando il grande Franco Ziliani, quello vero, il patron della Guido Berlucchi, l’autentico inventore della Franciacorta e delle bollicine di quella che oggi è la zona spumantistica bresciana! Un Franco Ziliani che sebbene si avvicini quota 90, è ancora sulla breccia, lucido, gagliardo. E per me, con tutto il dovuto rispetto per loro, che sono gran lavoratori e imprenditori che meritano stima e considerazione (mica come certi altri tondinari o costruttori bresciani, specialisti nell’arte, da loro praticata con talento da virtuosi trapezisti, di raccontare balle…), è ancora migliore dei suoi figli. Direi di più, insuperabile…

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Oggi le comiche: all’Esselunga la (brutta) copia supera il prezzo del modello!

Credo che la foto che riporto qui sopra scattata sabato all’ipermercato Esselunga di Stezzano (BG) ospitato presso il centro commerciale Due Torri, sia eloquente più di tante parole. La bottiglia nata come palese copia, con volgare etichetta arancione, del Prestig-ioso e presuntuoso modello, prodotto nello stesso comune della stessa identica zona spumantistica bresciana che non ricordo mai come si chiami, é riuscita a superare, nel prezzo, il modello di riferimento. 28, 88 euro l’imitazione, 28,40 euro l’originale.

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Grazie di cuore per i vostri auguri!


Essendo un reprobo, reiterato, ed essendo bloccate come punizione (ancora per 16 giorni) per il mio essere reiteratamente politicamente scorretto  le mie pagine Facebook, approfitto dei miei blog per ringraziare tutti coloro, e sono incredibilmente tanti, che mi stanno tempestando di auguri utilizzando quel discusso, ma utile se usato bene, social network.

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Trento Doc a Milano dal 21 al 30 settembre

Ricco programma di iniziative, degustazioni, aperitivi, abbinamenti a tavola

Ricevo e volentieri pubblico questo comunicato relativo ad una denominazione, il Trento Doc, con la quale, in passato, ho avuto da discutere e battagliare, ma che ora, come ho scritto recentemente, qui, e prometto di tornare a scrivere brevissimamente, mi sembra aver imboccato la strada giusta. Tanto che a metà luglio, mentre mi trovavo a Trento, intento a degustare 75 Trento Doc, dopo una trentina commentavo via Facebook a caldo: “ne ho già assaggiati 25, e mi é partita questa riflessione: se a Trento e in Oltrepò Pavese si svegliano, nella zona spumantistica bresciana é meglio che imparino a riconvertire larga parte dei vigneti a coltivazioni di patate..”.

E pensare, tema che anche questo meriterebbe uno sviluppo, che il metodo classico italiano é una questione da psichiatri. Trento Doc e Oltrepò Pavese Docg, potenzialità criminosamente inespresse, Franciacorta manie di grandezza, Alta Langa vorrei ma non posso (perché??). Il metodo classico italiano non soffre di problemi legati alla qualità che non manca, ma alle visioni, che spesso latitano, e alla personalità dei protagonisti, che si rivelano soggetti che avrebbero bisogno non di enologi, ma di bravi psicologi e psichiatri…”.

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Gaudensius: quando l’Etna ha il gusto delle bollicine


Un metodo classico che sarebbe piaciuto a Italo Calvino

Oggi l’ottimo Alfonso Stefano Gurrera, il “filosofo del vino” catanese, ci guida alla scoperta di un metodo classico, base Nerello Mascalese, dell’Etna. Mai assaggiato, e il nome Firriato non m’induce a particolari entusiasmi, ma se Stefanuzzo mio dice che è buono, c’è da fidarsi, perbacco! Buona lettura!

Se Italo Calvino avesse assaggiato questo “Gaudensius” metodo classico doc dell’Etna, da nerello mascalese in purezza, lo avrebbe senz’altro inserito come una singolare metafora per arricchire uno dei cinque capitoli dei suoi saggi tra i più letti: la “Leggerezza” delle “Lezioni americane”. Eppure è un vino dalla bella struttura, ha un corpo sfarzoso, una profondità che gli regala una lunghezza quasi infinita. Il tutto in uno stile ricercato capace di smorzare gli spigoli di quel dio vulcano chiamato Etna. Un dio sempre rappresentato con le sembianze di un diavolo anche se qui offre non tormenti infernali ma paradisiache letizie.

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C’è poco da fare: nel metodo classico italiano a contare è il marketing! – 1


La qualità, i valori veri, vengono abbondantemente dopo… 

Ve lo assicuro, volevo seguire il consiglio di “tanti” di voi, 4 lettori residui dei miei blog, eroici campioni di una “resistenza” disperata, perché si tratta di blog che a fine 2017 chiuderanno (o passeranno di mano se troverò un acquirente disposto a rilevarli e farne poi quello che vuole) e provare a scrivere esclusivamente di vino. Volevo proporvi, cosa che, ahivoi, farò domani, un grande Champagne, il Grand Cru Résèrve Brut Blanc de Blancs di De Sousa, ma cosa se ci posso fare se invece di accendere il computer e proiettarmi a scrivere ho dato un’occhiata ad Internet trovando tre articoli che mi hanno fatto sobbalzare sulla sedia e girare le.. scatole?

Cosa che del resto mi accade con estrema facilità. E non solo perché io abbia un cattivo carattere o sia, come dicono in Toscana, “fumino”. Ma perché, almeno agli occhi miei, il mondo, e quella piccola parte di mondo che è il mondo del vino, stanno andando a… signorine di buon costume. La cui onestà é cento volte superiore a quella della nostra classe politica…

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Piper-Heidsieck, lo Champagne e i suoi misteri!


Wine tasting & meeting in London con Régis Camus re degli chef de cave

Mannaggia a te Giusy, quanto ti invidio! Questa è stata la mia prima reazione quando la mia carissima inviata calabrese in London, ormai una vera grande amica, al punto che è così tanto gentile da ospitarmi nel suo flat in occasione delle mie trasferte londinesi e da supportarmi, con il suo inglese impeccabile, quando nei miei incontri di lavoro nella capitale britannica è indispensabile capire e farmi capire perfettamente, mi ha inviato questo articolo.

Vivere e lavorare, come lei fa, duramente, vendendo vini italiani di qualità nella migliore ristorazione londoner per un importante importatore, nella città di Piccadilly, Abbey Road e Hyde Park, ti offre l’opportunità di partecipare, ogni giorno volendo se ne potrebbero seguire più d’uno, a wine tasting che noi italiani ci sogniamo. London è la capitale del wine business e in London puoi trovare e bere tutto quello che vuoi. Basta accreditarsi, se sei un giornalista o un operatore, oppure rassegnarsi a spendere belle somme, perché in UK i vini, anche se la Brexit si annuncia minacciosa alle porte con i suoi effetti imprevedibili, costano assai.

La nostra Giusy, però, ha avuto una fortuna in più, lavorare per un importatore che questo fiammeggiante, storico brand, Piper-Heidsieck, importa e distribuisce in UK ed eccola ammessa, unica donna, e con mille onori, essendosi presentata come inviata di Lemillebolleblog… Al cospetto di uno dei più grandi chef de cave in attività, il sommo Régis Camus.

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Alta Langa Official Sparkling wine di Cheese 2017


Le bollicine Docg piemontesi sposano i formaggi della rassegna di Bra

Lo sanno anche i sassi, quindi potrebbero arrivarci anche i tondinari della zona spumantistica bresciana, che notoriamente non sono delle cime, che per l’Alta Langa Docg ho un debole. Innanzitutto perché uno dei responsabili dell’azienda portabandiera, che non teme confronto alcuno, è uno dei fratelli Bava di Cocconato d’Asti, miei amici da una vita virgola cinque. E Giulio Bava non solo è uno chef de cave con i controco…fiocchi, ma è un equilibrato, intelligente, preparato (mica come i presidenti di certe zone sopravvalutate brave quasi solo nel fare marketing e nel raccontare fiabe per creduloni) ma dalla Maison Giulio Cocchi fa uscire metodo classico targati Alta Langa tra i migliori in assoluto di tutta l’Italia spumantistica champenoise.

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Caro A.D. Salvioni può far sapere all’estero che io con i tondinari non c’entro?



Consultato e citato in un articolo inglese sulla zona spumantistica bresciana

Devo chiedere un grandissimo piacere al simpatico, lo è davvero, burbero, magari non espertissimo di vino quanto lo è di marketing, ma soprattutto intellettualmente onesto (due doti rare nell’area vinicola dove opera) amministratore delegato della zona spumantistica bresciana le cui “bollicine” si fregiano della Docg. Sto parlando del lombardo, credo brianzolo più che milanese, Giuseppe Salvioni, A.D. della denominazione “nota” (si fa per dire) come Franciacorta.

Caro Giuseppe, lo so che diversi pirla, nell’area tra il Lago d’Iseo e il Monte Orfano abbondano, brulicano, si moltiplicano a dismisura, vanno dicendo che sarei un “nemico della Franciacorta” e qualche stordito minus habens, di fronte a miei recenti articoli, ad esempio questo, oppure quest’altro, si è spinto, pensando di spaventarmi, a minacciare querele per diffamazione.

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OLTREGUSTO, vetrina della migliore espressione dell’enogastronomia d’Oltrepò



In programma sabato 16 e domenica 17 settembre a Cassino Pò di Broni

La scelta di tempo non è delle migliori visto che il prossimo week end vede in programma anche una manifestazione che proprio in questo periodo dell’anno si svolge in un’altra zona spumantistica lombarda. Che anche questa volta non mi ricordo mai, chissà perché, come si chiami. Ma che anche un fesso giudicherebbe molto meno bella, da un punto di vista paesaggistico, turistico, gastronomico, di questa di cui sto per parlarvi.

Però mentre l’Oltrepò Pavese è bellissimo, basta girarne in lungo e in largo l’area, girare su e giù per quelle colline, anche alta collina, che in quella zona del bresciano si sognano e non hanno, colline dove la vite cresce meglio che in una piatta pianura bordo autostrada, dove le persone respirano un’aria frizzante e piena di allegria, e non solo per gli spuntini a base di Bonarda e salame di Varzi, la zona spumantistica bresciana sa comunicare molto meglio.

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Che nessuno tocchi il Prosecco! Giù le mani dallo spumante bypartisan!

Atlas Ufo Robot Luciano Ferraro arriva subito in soccorso!

D’accordo, era di certo una “fake news”, entrata in circolazione non si sa bene perché quella apparsa su alcuni organi di stampa inglese (che immagino ora si beccheranno fior di querele per diffamazione), ad esempio qui, secondo i quali, riporto il virgolettato, “Britons drank 40 million litres of the Italian sparkling wine last year – a third of all produced in total – and thanks to its high sugar content combined with alcohol and carbonation, the popular drink could wreak havoc on heavy drinkers’ teeth”.

Giustissimo e legittimo che il mondo produttivo prosecchista insorgesse e si desse da fare per stabilire che non esiste alcuna particolare pericolosità nel bere, se proprio uno vuole farlo, in base a gusti e potere d’acquisto, tutto il Prosecco che vuole, senza per questo trovarsi i denti rovinati.

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Franciacorta: perché così tanti “turisti” rumeni in visita in tempo di vendemmia?

Non voglio fare dell’allarmismo. Non intendo discreditare (ci pensano già molti degli indigeni a farlo, con i loro comportamenti, le loro sistematiche bugie, la loro scarsa considerazione dei consumatori) la zona spumantistica bresciana. Che non ricordo mai come si chiami. So che è un nome che scimmiotta la Francia, ma una francettina da poco. Una Francia… corta.

In attesa di pubblicare domani, calma e gesso, le piccole vendette si consumano fredde e le coltellate (me l’hanno insegnato ad Erbusco e dintorni) si tirano a freddo, così fanno più male, il mio punto di vista su comunicati stampa ed interviste riguardanti l’andamento della vendemmia 2017, comunicazioni che gridano vendetta al cospetto di Bacco, della correttezza dell’informazione e del buon senso, voglio segnalare, guardate bene l’immagine riprodotta, o che potete vedere a questo indirizzo Internet, una cosa.

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